I ruminanti sono un importante gruppo di mammiferi erbivori placentati, più precisamente un sottordine dell’ordine degli artiodattili, che comprende i bovini, gli ovini, i cervidi, le antilopi e i giraffidi.
L’apparato digerente
I ruminanti sono caratterizzati dall’avere un apparato digerente molto complesso, formato da tre pre-stomaci (rumine, reticolo, omaso) e da uno stomaco vero e proprio (abomaso). La digestione avviene nell’abomaso ed è preceduta da una fermentazione microbica nei pre-stomaci. Proprio per tale peculiarità sono identificati anche come animali “poligastrici“.
Il rumine
I ruminanti possono ingerire una notevole quantità di materiale vegetale, quasi senza masticarlo, accumulandolo nel primo dei tre prestomaci, il rumine. Qui, ad opera di specifici batteri, muffe e protozoi cellulosolitici, ha inizio una preliminare demolizione delle fibre vegetali. A distanza di alcune ore dall’ingestione primaria, avviene il processo della ruminazione (riflesso mediante il quale l’animale rigurgita nella cavità orale il materiale vegetale grossolanamente frammentato).
Le quattro fasi della ruminazione
- Aspirazione: il materiale vegetale viene aspirato dal rumine all’interno dell’esofago.
- Espulsione: il materiale vegetale viene espulso dall’esofago all’interno della cavità orale.
- Masticazione mericica: il materiale vegetale (detto anche bolo mericico) viene lentamente e accuratamente masticato.
- Deglutizione: una volta finemente triturato il bolo mericicio viene nuovamente deglutito.
Il ruolo della ruminazione è fondamentale, essa consente di facilitare la macerazione dell’alimento ingerito, il rimescolamento del contenuto con la saliva, lo sminuzzamento dello stesso per facilitarne l’assorbimento, la distribuzione uniforme dei microrganismi cellulosolitici (che degradano la cellulosa) e la rimozione di parte dell’anidride carbonica e del metano derivanti dai processi fermentativi.
Il reticolo
Il secondo dei tre prestomaci è il reticolo (o reticulo), esso è formato da tante cellette reticolari (quadrate od esagonali), che ricordano per forma e struttura il favo delle api. Ha uno sbocco sull’esofago e comunica ampiamente col rumine. Il reticolo ha un ruolo nella fermentazione e nel rimescolamento del materiale ingerito durante la ruminazione, uno dei suoi compiti primari è quello di separare dalla massa fermentante le particelle più fini, che possono proseguire nel tratto gastroenterico.
L’omaso
L’ultimo dei tre prestomaci è l’omaso, esso permette il transito del materiale vegetale fermentato fino all’abomaso. La sua funzione principale è quella di riassorbire parte della componente liquida dell’ingesta fermentata. Le pareti interne dell’omaso hanno numerose pieghe (lamine omasali), che gli consentono di aumentare la superficie assorbente.
L’abomaso
Nell’abomaso (detto “colloquialmente” vero stomaco) l’ingesta fermentata viene sottoposta all’azione dei processi digestivi (succhi gastrici), analogamente a quanto avviene nello stomaco degli animali monogastrici (come l’uomo). Le sostanze vegetali digerite vengono rilasciate, tramite il pirolo, nell’ intestino tenue per la fase di assorbimento.

L’immagine sopra proviene da (Fonte) ed è rilasciata nel Pubblico Dominio, con attribuzione agli autori.
I tre prestomaci sono anche detti stomaci fermentativi, mentre l’abomaso stomaco ghiandolare. Rispetto agli altri in esso il pH è estremamente acido e le reazioni fermentative ad opera di batteri, protozoi e muffe si interrompono.
La doccia esofagea
Negli animali giovani il comparto prestomacale è poco sviluppato e non funzionale. D’altra parte la dieta a base di latte non necessita di alcuna reazione fermentativa. Pertanto esiste un organo associato ai prestomaci, chiamato doccia esofagea, che consente il transito del latte materno direttamente dall’esofago all’abomaso. Tale organo perde funzionalità col crescere dell’animale, fino ad atrofizzarsi del tutto negli esemplari adulti (nel frattempo i prestomaci si sono sviluppati ed hanno preso totale funzionalità).