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Groenlandia: Problema Geopolitico

21 Gennaio 2026

A partire da Trump fino al governo della Danimarca, si parla della Groenlandia come se fosse un “pacco postale”, senza quasi tener conto del popolo che invece ci vive.

La Groenlandia

Rientrato dalla mia recente spedizione in Groenlandia, dove ho lavorato al rilievo GPS di sentieri, percorsi culturali e studi sui cambiamenti climatici, ho raccolto diverse testimonianze dirette dagli abitanti di questa straordinaria terra.

Negli ultimi anni, l’isola è tornata al centro dell’attenzione internazionale, spesso trattata come un territorio da contendere più che come una comunità con una propria identità. Le pressioni esterne (politiche, economiche e strategiche) si intrecciano con un passato coloniale ancora aperto, che molti groenlandesi sentono come una ferita non del tutto rimarginata.

Autonomia e dignità

Parlando con guide locali, ricercatori e abitanti dei piccoli insediamenti, emerge un sentimento netto: << I groenlandesi non vogliono essere contesi da nessuno. Non desiderano essere “acquistati”, né rimanere in un rapporto percepito come sbilanciato con la Danimarca. Vogliono decidere da soli, senza interferenze, il proprio futuro politico ed economico. >>

Durante il mio viaggio ho avuto anche l’occasione di parlare con il sindaco di una delle principali città della Groenlandia. In un dialogo sorprendentemente diretto, mi ha confermato ciò che avevo già percepito sul territorio: << la priorità non è schierarsi con potenze esterne, ma affermare l’autonomia e la dignità del popolo groenlandese. >>

Questo desiderio di autodeterminazione si radica anche in vicende dolorose del passato. Negli ultimi anni, inchieste e indagini ufficiali hanno riportato alla luce il caso delle spirali anticoncezionali impiantate a migliaia di donne e ragazze Inuit tra gli anni ’60 e ’70 senza pieno consenso informato. Un episodio che molti considerano emblematico di un rapporto di potere asimmetrico, oggi oggetto di scuse e di una commissione d’inchiesta.

Economia e autonomia

Inoltre, durante la mia permanenza, ho percepito chiaramente un’altra tensione. Molti settori chiave dell’economia groenlandese (pesca, turismo e infrastrutture) sono ancora fortemente influenzati o controllati da interessi danesi. Le principali compagnie di pesca hanno sede in Danimarca, il turismo organizzato passa attraverso operatori danesi e le infrastrutture commerciali e logistiche dipendono ancora da Copenaghen. Per molti groenlandesi, questo significa che la ricchezza prodotta sul territorio non rimane pienamente nelle mani delle comunità locali.

In Conclusione

Quindi la Groenlandia non vuole essere “di qualcuno”. Vuole essere sé stessa… e il mondo, prima di parlare di strategie e interessi, dovrebbe iniziare ad ascoltare davvero la voce di chi vive in questi territori.

a cura di Giorgio Meroni
L’immagine di copertina presente in questo articolo proviene da (Fonte) ed è rilasciata con licenza CC BY-SA 2.0, con attribuzione agli autori.

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